400px-WSN.svgMa non hanno già fatto tutto?

 

Gli incredibili risultati ottenuti negli ultimi decenni dall’Ingegneria, e, in particolare, dall’Elettronica, possono far pensare che… sia stato già fatto tutto.

Al contrario… c’è tutto da fare! Si pensi, a solo titolo di esempio, alle intense attività di ricerca e/o industriali per lo sviluppo di:

  • farmaci intelligenti (rilasciati solo quando necessario)
  • sistemi impiantabili (ad esempio per la cura di gravi patologie neurologiche)
  • reti di sensori (per la prevenzione di incendi e disastri, per la manutenzione di edifici e grandi strutture, per la conservazione del patrimonio artistico)
  • automobili e autostrade intelligenti (con sistemi elettronici in grado di migliorare la sicurezza)
  • strutture nanometriche innovative (la nanotecnologia richiede strumentazione sempre più sofisticata)
  • strumenti per applicazioni mediche (diagnosi, chirurgia non invasiva, riabilitazione,…)
  • processi industriali (robot, controlli di processo,…)
  • sistemi per energy harvesting e nuove tecnologie per la produzione di energia (ad esempio solare organico)
  • tecnologie innovative per le comunicazioni (che sfruttino appieno l’immersività virtuale)

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Chi dovrebbe iscriversi a Ingegneria Elettronica?

Innanzitutto chi ha la predisposizione e la curiosità di capire i perchè dei fenomeni (siano essi naturali o meno). Tale attitudine deve essere seguita anche dallo stimolo a ideare e costruire sulla base di tali conoscenze acquisite.

L’ingegnere è innanzitutto un creativo, teso dapprima a capire e poi a mettere in pratica quanto appreso costruendo. Qualcuno disse che uno scienziato studia ciò che esiste, un ingegnere crea ciò che non esiste.

L’ingegnere elettronico è poi un appassionato di tecnologia in tutte le sue forme: è attratto dall’ultimo modello di telefono cellulare (e non per i suoi colori), legge con avidità tutto quanto riguardi nuove frontiere applicative di circuiti e componenti elettronici, non si spaventa di fronte ai problemi pratici di riparazioni e guasti, e utilizza il computer meglio dei suoi pari età.

In altri termini, la predisposizione naturale è bene sia presente, ed è chiaramente riconoscibile.

Contrariamente al senso comune, non è così decisivo invece arrivare ad immatricolarsi con una preparazione ferrea nelle materie scientifiche ottenuta dalle scuole medie superiori. Sicuramente aiuta, soprattutto all’inizio, ma non è fondamentale: è decisivo invece applicarsi con costanza e determinazione nella formazione universitaria di base, eventualmente frequentando i precorsi messi a disposizione dalla Facoltà.

 

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Ma quanto è difficile Ingegneria Elettronica?

Molto! Come tutte le cose belle e importanti nella vita…

Le difficoltà non devono spaventare.

Scalare una montagna è faticoso, ma può essere una fatica costruttiva, che rende più forte.

Diventare ottimi Ingegneri Elettronici … è molto faticoso; ma può essere una fatica a cui seguono molte soddisfazioni.

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Se è tutto difficile… una scelta vale l’altra?

No! Ogni persona è diversa e ha potenzialità, talenti, attitudini e limiti diversi.

La scelta giusta deve coniugare le tue passioni e i tuoi talenti.

Infatti, visto che sarà difficile, beh scegli qualcosa per cui faticherai “volentieri”, qualcosa che ti permetterà di svolgere un lavoro che ti piacerà, qualcosa che “ti piace molto”.

E scegli qualcosa che riesci a fare bene.

matematica

Nella mia scuola ho studiato poca matematica…

E’ un dubbio tipico, ad esempio, degli studenti che provengono dal Liceo Classico.

Per esperienza (anche personale, tra i docenti di Ingegneria Elettronica alcuni hanno studiato al Liceo Classico…) possiamo garantire che è un falso problema.

Infatti ciò che conta non è “quanta” matematica è stata studiata prima di entrare all’Università; ciò che conta è se lo studente ha attitudine per lo studio della matematica e per i meccanismi logici che essa comporta. Tali meccanismi possono essere acquisiti anche dallo studio di discipline apparentemente molto distanti …